mercoledì 15 aprile 2009

Rigidi

A me pare già stucchevole l'ennesimo dibattito sulla legge elettorale: se ne parla da lustri, come se da una eventualmente buona (?) legge elettorale dovesse discendere la panacea per i mali d'Italia; se ne sono cambiate, di leggi elettorali, non so più quante da quando è crollata la prima repubblica; ne abbiamo una, di legge elettorale, per ogni livello di governo (centrale, regionale, provinciale e comunale). E noi ancora qui a dilaniarci su uno strumento, ribadisco, uno strumento, manco se all'ordine del giorno ci fosse la scelta tra suffragio universale e ristretto. In secondo luogo, propendendo per il proporzionale, sarei tra quelli che punterebbero a renderlo innocuo, il referendum su cui si sta avvitando il dibattito nazionale, anche perché, detto per inciso, una legge che attribuisce la maggioranza assoluta dei seggi a chi prende anche una percentuale risibile di voti è roba da far arrossire la legge truffa. Ma non è questo il punto. Il punto è che i referendari della prima, seconda e terza ora mi sembrano più rigidi del più rigido dei materiali. E dire che l'esempio è sotto i nostri occhi. Stiamo andando a una elezione per il parlamento europeo per la quale, allo scopo di superare la soglia di sbarramento del 4 per cento, i simboli dei partiti si stanno trasformando in collages di più partitini. I filo-maggioritari diranno: ecco la prova della bontà aggregante della nostra teoria: non più tanti partitini, ma due soli grandi partitoni che si battono per arrivare alla maggioranza assoluta. Sbagliato: perché la soglia del 4 per cento sta ai microrganismi come il 50 per cento sta ai partiti che ambiscono a governare. Quindi, nel caso ci trovassimo con lo scenario che uscirebbe da una eventuale vittoria dei "sì" al referendum, avremmo di fronte due grandi simboli-collage (Pdl+Lega+varie-ed-eventuali da una parte; Pd+Di Pietro+varie-ed-eventuali dall'altra), pronti a scomporsi un minuto dopo la chiusura dei seggi. E' che il bipartitismo sul modello angolsassone, questo i rigidi filo-maggioritari non capiscono, non lo si introduce per legge. E dire che ci stanno sbattendo la testa da anni. Eppure niente, non si rassegnano, vedono la realtà non per come è ma per come vorrebbero che sia: rigidi, appunto.

1 commento:

Adam ha detto...

Poche parole, se si vuol essere realmente democratici (o sotto un'altro punto di vista freddamente scientifico, razionali): rappresentazione proporzionale.
Le altre cose sono solo prese per il culo per chi ha la bontà di crederci...
sic.