giovedì 3 aprile 2008
Le domande della vita
Ma a parte i programmi del primo pomeriggio dove tutti litigano con tutti, i reality e le defilippate, c'è qualcosa di più inguardabile delle tribune politiche?
Un dubbio e una certezza
Di fretta, mi limito a una citazione di Gianfranco Capitta presa dal manifesto di oggi: "Tra le molte affermazioni in libera uscita di ieri, il generale Mauro Del Vecchio candidato Pd sostiene che gli omosessuali sono inadatti alla vita militare. Basterebbe rispondergli che nessuno in natura lo è". Sulle prime la considerazione mi ha colpito favorevolmente. Poi, pensandoci bene, mi sono chiesto: ma saremo proprio sicuri che è così davvero per tutti e che a nessuno piace fare il soldatino? E non sono ancora riuscito a darmi una risposta. Una certezza invece ce l'ho: spero non posticipino la data delle elezioni, un altro paio di dichiarazioni del genere e il Pd rischia di indurmi a non votarlo. E più tempo c'è, più possibilità ci sono per i candidati innaturali di sparare minchiate.
mercoledì 2 aprile 2008
Se e ma
Lontani dal pc si posta poco sul blog ma venerdì sera, se impedimenti tecnici e personali lo consentiranno, si torna in voce alla radio alla solita ora (22 trattabili). Se proprio non riuscite a farne a meno, sintonizzatevi.
domenica 30 marzo 2008
Una mattina mi son svegliato
Lontano anni luce da quelli che trasformano i figli in fenomeni da baraccone indottrinandoli a dire e magari in futuro a pensare "Veltroni bello, Berlusconi brutto" (o viceversa) a beneficio dell'ilarità del pubblico, mi sono permesso soltanto di insegnare alla mia, testo e melodia di Bella ciao. L'ho fatto non certo per l'ilarità del pubblico, ma con l'animo di chi intona una canzone bella, popolare e adatta ai piccoli - tipo Samarcanda o quelle di Sergio Endrigo, per capirci - salvo notare storcimenti di bocca quando lei si mette a cantarla nelle situazioni più disparate, come accade ai bambini di fare le cose. Io non ne ho avuto la forza, per questo cerco persone di buona volontà che mi aiutino nel titanico compito di far capire che Bella ciao, lungi dall'essere una canzone di sinistra e tantomeno da comunisti è una cosa che tutti gli italiani potrebbero cantare con orgoglio. A meno di non essere fascisti. Guardate il testo, pensate all'Italia del '45, alle diverse fedi politiche che animavano i tanti che negli anni precedenti scelsero la montagna e ditemi se non è così.
Wikipedia
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Roba buona
Poche volte m'era capitato di inanellare l'ascolto di una serie di dischi da me giudicati non belli ma addirittura entusiasmanti, come mi sta accadendo in questo periodo: dall'Uno dei Marlene Kuntz, al Technicolor dreams dei Toy's orchestra; dall'Eclissi dei Subsonica al Dig Lazarus dig di Nick Cave (non è una classifica, l'ordine è rigorosamente casuale). Mi stavo preoccupando. Poi, al di là degli Arcade Fire che hanno rotto l'incantesimo e abbassato la media, ho avuto occasione di confrontarmi con gente che condivide con me una parte degli ascolti e i rispettivi giudizi: non sono io che ho abbassato la soglia di qualità, è che in giro c'è roba buona.
PS Cioccati: so benissimo che chi non condivide i gusti musicali del blog sta meditando una prevedibile battuta sul titolo del post.
PS Cioccati: so benissimo che chi non condivide i gusti musicali del blog sta meditando una prevedibile battuta sul titolo del post.
venerdì 28 marzo 2008
giovedì 27 marzo 2008
A pelle
Ho guardato questa cosa una prima volta. Da potenziale elettore del partito oggetto della cosa stessa ho provato imbarazzo ma non l'ho scritto subito. Ho aspettato. Ho guardato la cosa una seconda volta. E la sensazione è rimasta quella iniziale.
YouTube
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martedì 25 marzo 2008
lunedì 24 marzo 2008
Botte di fortuna
Il titolare qui conosce per averla testata su sé stesso la deformazione di chi ha un blog che prevede il fastidio che si prova nel non essere riusciti a tradurre in video a causa di una serie di impedimenti un post che era venuto in mente. Ci sono però post che è bene abbiano subito quella sorte. Alcune settimane fa qui stava per esserne inserito uno che avrebbe denigrato l'atteggiamento di un artista incrociato all'entrata di una mostra che volantinava e chiedeva firme di sostegno per essere inserito alla Biennale di Venezia sulla base dello slogan: basta coi raccomandati. Poi uno va a vedere Colpo d'occhio ed esce dal cinema provando tra le altre sensazioni anche un certo sollievo per non aver mai scritto una cosa del genere.
Le certezze della vita
Durante il pranzo di Pasqua al ristorante che prevede cinque-se portate, ci sarà sempre qualcuno che dopo l'antipasto dirà: "Starei bene già così".
mercoledì 19 marzo 2008
Ostinato
Repubblica torna su Genova con queste due cose. Le parole stanno più o meno tutte lì e sarebbe pleonastico aggiungerne altre. Solo una cosa: perché si parli di un accadimento del genere a distanza di anni è dimostrato tra le altre cose dal commento-testimonianza arrivato a questo post e da questa citazione che estrapolo dal pezzo di D'Avanzo:
I magistrati sembrano chiedere ascolto, più che al tribunale, a chi ha il dovere di custodire gli equilibri della nostra democrazia. Bolzaneto, sostengono, insegna che "bisogna utilizzare tutti gli strumenti che l'ordinamento democratico consente perché fatti di così grave portata non si verifichino e comunque non abbiano più a ripetersi".
Repubblica
I magistrati sembrano chiedere ascolto, più che al tribunale, a chi ha il dovere di custodire gli equilibri della nostra democrazia. Bolzaneto, sostengono, insegna che "bisogna utilizzare tutti gli strumenti che l'ordinamento democratico consente perché fatti di così grave portata non si verifichino e comunque non abbiano più a ripetersi".
Repubblica
Vota Antonio
Ieri sera, ore 22.43, Ballarò
Floris: "Mi lasci fare la domanda".
Di Pietro: "La sua domanda sarà quella che sarà, mi lasci dare la risposta".
Floris: "Mi lasci fare la domanda".
Di Pietro: "La sua domanda sarà quella che sarà, mi lasci dare la risposta".
martedì 18 marzo 2008
Musicoterapia
Può succedere anche che ti svegli storto, ci sono le nuvole, vai al negozio di dischi, ti rimetti in macchina, esce il sole e scopri che gli altri automobilisti ti guardano sorpresi. Non è niente: stai semplicemente sorridendo perché ti è capitato di vivere mentre Nick Cave continua a sfornare dischi e tu stai ascoltando l'ultimo.
Forward/rewind
Uno normalmente è portato a pensare che noi stiamo avanti rispetto a chi ci ha preceduto perché abbiamo le macchine, l'acqua corrente, l'energia elettrica, gli aerei e tutte le splendide cose che ampliano le nostre possibilità e ci rendono la vita materiale meno dura. Poi si trova a camminare nel centro storico di una qualsiasi città costruita nei secoli scorsi (scegliete voi: Antica Roma, Medioevo, Rinascimento, Ottocento) e il cervello gli si mette inconsapevolmente in moto facendo partire un ideale confronto con uno qualsiasi dei quartieri cresciuti senza criterio umano nell'ultimo secolo. E pensa a quanto siano ansio-criminogeni alcuni degli agglomerati di cemento in cui ci tocca vivere e a quanto asseconda invece l'umanità il camminare immersi in roba costruita quando il cemento non era ancora stato inventato. Pensa a quanto veniva valorizzata la creatività di architetti, progettisti, tecnici che lavoravano con i mezzi di fortuna dei secoli scorsi e a quanto è vilipesa quella dei contemporanei che utilizzano strumentazioni da favola ma sono ridotti a esecutori di altre volontà. Pensa a quanto pensare in grande c'era quando si immaginavano pezzi di città che si sono conquistati l'immortalità e a quanta negligenza e miopia ci sono oggi nel governo dello sviluppo di pezzi di città che sarebbe meglio cancellare. A questo punto in genere la critica che uno si guadagna è quella diretta a chi vuol portare indietro le lancette degli orologi. No: occorre solo disabituarsi al brutto e utilizzare meglio le macchine, l'acqua corrente, l'energia elettrica e tutte le splendide cose che abbiamo inventato.
lunedì 17 marzo 2008
In confidenza
Sarà pure una questione secondaria ma a me la parola sinistra con la maiuscola davanti fa un po' impressione.
venerdì 14 marzo 2008
Benedetto figliolo
Vabbè che in campagna elettorale si sente di tutto e che il titolare di questo blog non ha mai capito la funzione politica di Pierferdinando Casini da quindici anni a questa parte ed è quindi viziato da pregiudizio. Ma santiddio, sentir dire che tra Pd e Pdl ci sarà il grande inciucio da uno che fino a un paio di mesei fa predicava governi di pacificazione è veramente troppo.
Repubblica
Repubblica
giovedì 13 marzo 2008
A schiaffi in faccia
Il titolare di questo blog a Genova nel 2001 non c'era. Ma ha sentito raccontare dalla viva voce dei genitori l'angoscia di cellulari spenti e quella di non sapere dove fossero finiti i figli per oltre 48 ore, di averli poi saputi a Bolzaneto; ha sentito raccontare da chi ha subito le angherie, dei piercing strappati di dosso con la forza e di cicatrici che non si rimarginano e di ossa ricalcificate male; ha sentito descrivere il fiato sul collo che si sente mentre si scappa per sfuggire alle botte. Ha visto le immagini della mattanza in strada. Eppure sempre lui, il titolare di questo blog, è riuscito a distrarsi come la maggior parte degli italiani di fronte a questa notizia, salvo riprendersi oggi grazie a questo schiaffo di Marco Revelli sul manifesto:
Agi, il manifesto
Evidentemente quei corpi umiliati, quei ragazzi profanati alla loro prima esperienza d'impegno pubblico, non sono simboli sufficientemente maneggiabili, né utili nello spazio degradato della competizione senza principi. Meglio il faccione di Calearo, i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le boutades di Veltroni. La rincorsa ai santini di Ruini. Fanno più colore. "Funzionano", "tirano", come si dice adesso.
Agi, il manifesto
martedì 11 marzo 2008
Compa' (reloaded)
Succedono cose strane. In Spagna trionfa Zapatero, Izquierda unida fracassa preludendo a quello che succederà agli omologhi italiani dell'arcobaleno e la sinistra radicale italiana sale sul carro del vincitore spagnolo dimenticando, almeno una parte di essa, di aver partorito insieme ad Iu la Sinistra europea; Valentino Parlato, che a occhio e croce in Spagna avrebbe votato Iu, fa un editoriale sul manifesto (come al solito il giorno stesso è impossibile linkare) tutto intento a spiegare come Veltroni dovrebbe prendere esempio da Zapatero. Sarà sbiadita quanto vi pare, ma ho l'impressione che anche per voi che indugiate in quello che rischia di diventare un radicalismo di maniera, Veltroni e il Pd rappresentano una speranza.
Corriere, Ansa, Sinistra europea
Corriere, Ansa, Sinistra europea
lunedì 10 marzo 2008
Sensazione di leggera follia
In confidenza, ma così, a naso, non credete che la forbice tra il 7 e l'8 per cento attribuita dai sondaggi all'Udc preluda a una topica di ragguardevoli dimensioni?
Repubblica
Repubblica
sabato 8 marzo 2008
Partita persa
Oggi avrei voluto memorizzare quante volte avrei sentito o letto la definizione "altra metà del cielo" ma ho già perso il conto.
venerdì 7 marzo 2008
In voce
Stavolta niente complotti di rete, la trasmissione è andata. Se c'eravate e vi siete persi qualcosa o se non c'eravate proprio e avete voglia di saperne lo stesso qualcosa, questa è la playlist andata in onda.
COLT Time bomb
HI RISK CAFE La mia concubina
CINEMAVOLTA Dalla parte sbagliata
BENZINA Mai
ANALOGICOURBANO Associazione libera
DIRGE You've grown away from me
MICRO B 1000 scuse
BORAS BAND Bob
HI RISK CAFE La mia concubina
CINEMAVOLTA Dalla parte sbagliata
BENZINA Mai
ANALOGICOURBANO Associazione libera
DIRGE You've grown away from me
MICRO B 1000 scuse
BORAS BAND Bob
giovedì 6 marzo 2008
Se Alice non si distrae
Domani si prova a fare quello che era in programma venerdì scorso. Stesso orario (ore 22 trattabili).
mercoledì 5 marzo 2008
Ma basta
Excusatio non petita: i radicali sono una forza politica che merita il più alto rispetto poiché pur su posizioni minoritarie hanno contribuito al progresso civile dell'Italia emancipandola da climi spesso oscurantisti. Tesi: se Pannella minaccia di lasciarsi morire di sete per queste questioni è segno che è veramente arrivato di cottura.
Corriere
Corriere
Meteoropatica
Sulla playlist di oggi c'è il cielo grigio e batte la pioggia alla finestra. Accordi in minore e tempi dilatati. Pianoforti. E anche quando è rock è lento.
martedì 4 marzo 2008
Spot
Da un paio di giorni cercavo una definizione per alcune delle candidature del Pd per Camera e Senato che esprimesse senza eccedere il retrogusto poco gradevole che vi trovo. Me l'ha fornita Berlusconi.
Agi, Repubblica
Agi, Repubblica
sabato 1 marzo 2008
Alice guardava i gatti
Non sono io che non mantengo le promesse. Ieri sera niente radio perché l'adsl era andata giù e dipendeva da Telecom. Il bello è che stamattina, quando ho chiamato il 187 per ripristinare il tutto, dopo aver segnalato il guasto seguendo le istruzioni della voce meccanica, in attesa che mi rispondesse l'operatore, la voce continuava a dirmi che potevo controllare lo stato della linea in rete.
venerdì 29 febbraio 2008
Il silenzio e poi
La radio spenta si accenderà alle 22. Ci saranno il titolare a blaterare un po' e ritmi sostenuti.
giovedì 28 febbraio 2008
Compa'
Io vi conosco. O forse no. Vi conosco come si conosce sé stessi, quindi poco, tutto sommato. Però vi conosco anche come si conoscono gli altri che siete diventati nel frattempo per me. Non eccessivamente altro. Ma quanto basta per vedere difetti e tic che da troppo vicino non riesci a scorgere. Un po' come quando ti guardi in fotografia e ti sorprendi di scoprirti diverso dall'immagine che ti rende lo specchio tutte le mattine, hai presente? No, non è come pensate, non ho messo su la pancia del commendatore. Anzi. Sono decisamente più in forma di quando mi capitava di abbuffarmi alle cene sociali che mi piacciono tuttora ma che ho sempre meno occasione di frequentare. Vi conosco. Quel tanto che basta per avercela con voi. Perché so quanta cultura, quanto pensiero critico, quanta attenzione vera a chi non riesce a soddisfare i propri bisogni, quanta passione autentica, quanta politica davvero altra ci sono nelle cose che fate. Perché alcuni dei luoghi che contro (quasi) tutto e tutti vi ostinate a tenere aperti rappresentano tra le officine culturali più laboriose e avanzate che questo paese possiede. Perché senza di voi le città sarebbero più grigie. Perché senza di voi ad aprire la pista, alcuni temi che magari dopo qualche anno diventano di pubblico dominio non si toccherebbero mai. Perché disobbedire è il primo passo per modificare le cose e voi disobbedite. Perché il vostro anticonformismo è ossigeno sociale. Fino a quando non non lo consumate tutto compiacendovi di rimanere da soli dentro le vostre stanze. Fino a quando disobbedire diventa l'unico passo che siete in grado di muovere. Ecco perché ce l'ho con voi. Perché riuscite come pochi a disperdere un patrimonio rifiutandovi di contaminarlo con qualcosa di buono che pure fuori di voi esiste. Questo post forse non sarebbe nato se l'altro giorno non avessi ricevuto una telefonata a metà: diretta al professionista che sono e proveniente dalle conoscenze maturate quando vi frequentavo. L'obiettivo era darmi la notizia che nella regione nella quale lavoro "ci sarà il simbolo della falce e martello" (il virgolettato è una citazione). E giù contro Rifondazione che rinuncia a bla bla bla. E giù contro i trotskisti - detentori dell'altra falceemartello - che sono settari. Ma come? E il movimento dei movimenti? E le belle parole sulla contaminazione tra diversi? Ecco, in molti, troppi forse, siete fatti così. E di questo passo finirete soli, davanti allo specchio. Anzi in parte lo siete già. Senza neanche qualcuno a fianco che vi possa metter davanti la vostra fotografia, così da vedere particolari che presi dalla routine di tutti i giorni non si scorgono. Soli. Contro tutto ciò che si muove appena fuori dalle vostre coordinate. Soli. Con le verità rigide da contestare ma solo quando non sono le vostre, che non vi rendete neanche conto di quanto le consideriate immodificabili. Con il vostro conformismo speculare a quello di chi contestate. E con il furore, indispensabile per mettere in piedi quello che costruite, ma ostacolo per parlare anche a chi potrebbe ascoltarvi, se solo usaste le parole giuste e foste più disponibili a compromettervi.
mercoledì 27 febbraio 2008
Musica e basta
Venerdì sera, orario variabile, vi farò sapere, il titolare qui torna a fare il wj. Niente monografie, poche chiacchiere. Solo musica. E pure un po' movimentata, che sta tornando primavera. Cliccate sul bottone qui a destra e vi sarà dato.
martedì 26 febbraio 2008
Luoghi comuni
Non ho granché da dire su Sanremo, non avendo neanche visto la serata inaugurale. E anche se l'avessi vista, non credo che scriverei cose che valga la pena leggere perché si potrebbe trovarle sicuramente altrove. Perciò questo post non sarebbe nato se ieri sera, tornato a casa, non avessi trovato la tv sintonizzata sul primo e non avessi visto e sentito Daniele Battaglia cantare. Ora, sulla qualità delle produzioni di Toto Cutugno, Michele Zarrillo Paolo Meneguzzi e via elencando si può dire tuto il male che si vuole. Tranne che non siano espressione di una parte della musica italiana. Ma Daniele Battaglia perché? Quanti tour ha fatto? Quanti demo prima di entrare in uno studio di registrazione da chissa quante centinaia di euro l'ora? Perché Daniele Battaglia sta a Sanremo e i Marlene e Cristina Donà, che pure mi è giunta voce c'hanno provato, con i dischi alle spalle e il pubblico che li segue che hanno, sono stati eliminati prima di partire? Non sono forse espressioni della musica italiana? Ecco. Mi fermo qui, con le domande con cui sono andato a dormire. Che il resto sarebbero luoghi comuni.
lunedì 25 febbraio 2008
sabato 23 febbraio 2008
Un'altra cosa che non farò
Ora confesso un disagio. O meglio svelo un obiettivo che raggiungere dipende solo da me ma che non riesco a centrare. Come uno che pur detestando ogni sigaretta che accende non riesce a smettere di fumare; come chi non sa trattenersi a tavola pur sapendo di aver già ingurgitato una quantità di calorie sufficiente a star bene senza mangiare per i tre giorni successivi. Eccolo: quando mi capita di andare su blog altrui che non ho mai visitato prima, una tra le prime cose che vado a guardare dopo l'ultimo post sono - quando ci sono - le preferenze letterarie e musicali. Così mi faccio un'idea, testo le potenziali affinità. E mi ripropongo di volta in volta di farlo anch'io nel mio blog. Così, per dare una traccia di me, mi dico. Poi, quando mi metto a pensarci sopra, mi vengono in mente tante di quelle cose da portarmi alla rinuncia a farne un elenco. E poi se metti insieme - così, per dire i primi che mi vengono in mente - i Primus e Ludovico Einaudi, i Pixies e i Sigur Ros, Keith Jarrett e i Marlene Kuntz, i Subsonica e Giovanni Allevi, i Jane's addiction e Vinicio Capossela, cosa vuoi che capisca la gente di te? Al massimo che sei schizofrenico. Invece no. Pensateci bene: perché in una biblioteca qualsiasi libro può essere accostato a qualsiasi altro (tranne forse i romanzi harmony, ma lo dico per pregiudizio perché non ricordo d'averne mai letti) e in musica se svari in campi diversi rischi di raccogliere insulti? (qui l'ultimo degli esempi in cui sono incappato)? E' che per quanto mi riguarda, andando avanti con l'età ti rendi conto che è assai difficile mettere recinti alle cose umane come riuscivi a fare nella furia giovanile. Ad esempio: quando cominciò a riscuotere successo con roba tipo Gimme five ed E' qui la festa, io bollai Jovanotti e chi ascoltava la sua musica come scemotti da quattro soldi immersi nella plastica degli anni Ottanta. Poi, col tempo, ho imparato ad apprezzare delle cose di Lorenzo Cherubini, pur non diventandone un fan, prendendo a mia volta la mia dose di critiche. Da poco ho anche scoperto che una persona che mi pare dire cose a volte brillanti e spesso ragionevoli è cresciuta col mito di Jovanotti. Allora penso che alcune vicende sono sempre più complesse di come te le immagini, mentre altre sono infinitamente più semplici degli scenari complicati che ti costruisci. E penso che l'obiettivo di piazzare in bella mostra una lista qui a fianco non l'ho mai raggiunto e non lo raggiungerò mai perché non voglio raggiungerlo. Primo perché dimenticherei tanto, secondo perché riuscirei immediatamente antipatico a qualcuno, meno ad altri e complicato ad altri ancora. Farei quest'effetto a prescindere da ciò che scrivo, penso o faccio. Ma semplicemente perché ascolto e leggo. Starò pure in qualche recinto, ma preferisco che chi viene da queste parti si sforzi di cercare da solo il filo spinato invece di fornirglielo.
Hai da accendere, Akille
Hai da accendere, Akille
Tutto torna
Ho appena scoperto che la colonna sonora di Into the wild è al decimo posto in classifica. Tranquilli, subito sopra ci sono Ramazzotti e Zucchero.
giovedì 21 febbraio 2008
Correre all'indietro
Se uno riesce a superare lo stupore per il riferimento ai processi politici in questa dichiarazione di Bondi e va oltre, capisce come quello che si oppone al Pd aggiungendo una "L", pur largamente favorito, sta rincorrendo l'avversario su tutti i terreni. Quello delle liste pulite e rinnovate è l'ennesimo. Riuscire a guidare stando dietro è difficile, Veltroni ci sta riuscendo.
Corriere
Corriere
Alternate le targhe
Da queste parti la retorica auto assolutoria dell'antitaliano attecchisce poco. Però la tentazione di cedere è forte quando capisci che i concessionari italiani di una nota casa automobilistica francese, nonostante i roboanti ecoincentivi statali, fanno di tutto per renderti economicamente più conveniente il modello della stessa auto alimentato a diesel rispetto a quelli a metano o gpl: ti ubriacano di cifre, ti dicono che per avere la macchina a carburante pulito occorre attendere mesi mentre l'altro è lì che ti aspetta in magazzino, e tentano di minare le tue convinzioni sul risparmio a lungo termine. Poi dici loro che oltre al lato economico ti interessa anche quello ambientale, sgranano gli occhi e annuiscono come chi è costretto a rassegnarsi a una cosa che non capisce. Ma prima fanno un ultimo tentativo. Questo è il dialogo che segue tra il concessionario (A) e il potenziale acquirente simil-ambientalista (B).
A: Il problema è che quest'auto ha poca autonomia, sui 170 chilometri se si va a metano. E' concepita per il mercato francese.
B: In che senso, scusi?
A: In Francia danno in dotazione una macchinetta che consente di fare il pieno collegandosi alla rete domestica, senza stare a cercare il distributore.
A quel punto B torna a casa, si connette a internet e scopre che questa cosa esiste sul serio. Si chiama Phill e in Italia l'ha introdotta solo la provincia di Bolzano. La tentazione di cedere alla retorica di cui sopra si fa quasi irresistibile. Ma chissà, magari Walter nei dodici provvedimenti che ha detto di avere pronti nel cassetto per il suo primo consiglio dei ministri da presidente, avrà anche inserito quello sugli incentivi per l'utilizzo di Phill.
Alice, Alto Adige, Prima
A: Il problema è che quest'auto ha poca autonomia, sui 170 chilometri se si va a metano. E' concepita per il mercato francese.
B: In che senso, scusi?
A: In Francia danno in dotazione una macchinetta che consente di fare il pieno collegandosi alla rete domestica, senza stare a cercare il distributore.
A quel punto B torna a casa, si connette a internet e scopre che questa cosa esiste sul serio. Si chiama Phill e in Italia l'ha introdotta solo la provincia di Bolzano. La tentazione di cedere alla retorica di cui sopra si fa quasi irresistibile. Ma chissà, magari Walter nei dodici provvedimenti che ha detto di avere pronti nel cassetto per il suo primo consiglio dei ministri da presidente, avrà anche inserito quello sugli incentivi per l'utilizzo di Phill.
Alice, Alto Adige, Prima
I Rem, ehm

Cari Rem, io sono stato un vostro fan. Tanto da associarvi ad alcuni dei ricordi più belli dei vent'anni. Lo sono stato così tanto tempo fa che ancora oggi quando penso a te, Michael Stipe, la prima immagine che riemerge è quella di un cantante coi capelli lunghi; ho ancora impressa in mente l'intervista nella quale spiegasti la decisione di raderli a zero. Calvizie incipiente? No, che a una rockstar non s'addice. "Mi ero rotto le scatole. Ogni volta che salivo su un autobus o camminavo per strada mi sentivo appiccicati gli occhi della gente", c'era scritto più o meno sul mensile di cui a quel tempo non perdevo un numero. Più o meno perché cito a memoria e sono passati diversi anni. Ma a quell'età certe cose ti si conficcano nella testa e ai simboli dai più importanza di quanta ne meriteranno in futuro. Quindi la citazione dovrebbe essere fedele. Sono stato un vostro fan così tanto tempo fa che quando vi vidi in concerto eravamo così pochi che a dieci metri dal palco si stava larghi. Sono stato, dicevo. L'ultima cosa vostra che ho cantato con convinzione è stata Losing my religion, che ha accompagnato diverse serate avvinazzate di universitari ai primi anni con chitarre al seguito. Quella è stata anche la canzone del botto. Da lì in poi stare larghi a dieci metri dal palco a uno dei vostri concerti sarebbe stato impossibile. E io vi ho perso. Un po' per snobismo, ché quando a vent'anni o giù di lì ti consideri un angry young man e una delle tue band preferite diventa tale anche per milioni di altre persone ti senti privato dell'esclusiva e metti su il broncio. Un po' perché voi non avete detto più niente di nuovo. Mi è capitato di sentire alla radio il vostro ultimo singolo: potrebbe stare indifferentemente nella lista di uno qualsiasi dei vostri ultimi cinque-sei dischi, come accade ai Rolling Stones. Oh, non fate come tanti che se non dici "a" intendono per forza "z": in mezzo ci sono diciannove lettere che suonano ognuna in maniera diversa. Per cui sostenere che Supernatural superserious è uguale a tantissime altre cose che avete fatto negli ultimi quindici anni non equivale a dire che quella canzone fa schifo. No, semplicemente non dice niente di nuovo. Ma se mi capita di ascoltarla in radio non cambio stazione. E se vicino a me c'è mia figlia può darsi pure che le prenda la mano e ci inizi a ballare insieme, ché pure lei ha gusti discreti e la musica buona sta imparando a riconoscerla. Quello che voglio dire è che non era scontato che quella band che contribuì a dare un senso alla definizione di "rock alternativo" finisse per mettersi seduta nel salotto delle star senza rialzarsi più. Lo dimostrano gente come Nick Cave, Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo (i primi che mi vengono in mente), che cambiano sempre rimanendo sé stessi, cioè sfidando i luoghi comuni. Ecco, per alcuni la coerenza è una stella polare da adattare alle diverse strade che ci si trova a percorrere di volta in volta. Voi invece l'avete resa il feticcio che la trasforma in zavorra. Ecco perché non verrò a vedere il vostro concerto nonostante passerete molto vicini a casa mia la prossima estate. A meno che non mi venga improvvisamente voglia di entrare in un'immaginaria macchina del tempo per riportare l'orologio indietro di vent'anni. Un po' come si fa a quelle feste "anni ...". dove al posto dei puntini si mette di volta in volta la decade per cui si prova nostalgia. Ma comunque vi ringrazio. Per avermi fatto ascoltare Murmur, Reckoning, Fables of reconstruction, Lifes rich pageant. E Document, che ancora oggi quando lo metto sul lettore mi viene voglia di saltare.
Pitchfork, Wikipedia, foto da Retroweb
mercoledì 20 febbraio 2008
martedì 19 febbraio 2008
Targato Italia
Sebbene li continui a guardare in tralice, ho alleggerito negli anni il peso del pregiudizio contro i gruppi che non cantano nella loro lingua madre. E poi a me i Baustelle non facevano impazzire. Però solo i componenti di un gruppo italiano che canta nella sua lingua possono arrivare a toccare un loro coevo come succede con canzoni come Alfredo e L'uomo del secolo.
venerdì 15 febbraio 2008
A prescindere dal telespettatore
Non voglio stare a menarla sulla questione "tv vecchia-rete nuova" e sulle rispettive professionalità che ci lavorano dentro. Solo che a volte la differenza si mostra in maniera imbarazzante. Ad esempio: su Wikipedia, che si tratti di film o di romanzi, il lettore è bene avvertito che gli si sta per squadernare la trama dell'opera, così se uno ha voglia va fino in fondo, se invece vuole conservare il gusto della sorpresa si ferma. Ieri mi è capitato di seguire al Tgr un pezzo su uno spettacolo teatrale in cui il giornalista ha concluso divulgando urbi et orbi il finale. Chiaramente senza preavviso.
Wikipedia
Wikipedia
Quattro parole
Non avendo voglia, tempo e capacità per una critica accorta, mi limito a quattro parole: Into the wild spacca.
Bim
Bim
mercoledì 13 febbraio 2008
Compromesso storico
A proposito di questa cosa, ieri sera io e mia moglie, che avevamo parlato nei giorni scorsi dell'argomento ma ci eravamo mantenuti su un piano generale, abbiamo appreso che il nostro travaglio di elettori di sinistra (consumato individualmente e senza influenzarsi più di tanto l'uno con l'altra) ci ha portato alla stessa conclusione, cioè a considerare una cosa che avevamo entrambi trascurato: ci sono due voti a disposizione.
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