mercoledì 16 settembre 2009

La tv c'entra poco

Questo post è stato ruminato troppo. Poco tempo a disposizione, troppo lavoro e idee relativamente confuse e difficili da mettere a fuoco ne hanno fatto una cosa forse fuori tempo, che se fossi il blogger serio che non sono l'avrei scritta il giorno in cui Noemi Letizia s'è fatta intervistare da Sky per dare la sua versione di una vicenda (quella di lei e di papi) di cui le tv non avevano mai parlato. Quello che mi spinge a metterlo a verbale è che conserva una sua validità. E poi mi piace perché penso che la maggior parte di voi che capitate da queste parti, storcerete il naso a sentire che la televisione, con i successi e gli insuccessi di Berlusconi c'entra assai poco. Non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui, nonostante le tv che B. controlla direttamente e indirettamente abbiano accuratamente evitato di parlare dell'affaire escort-festini a palazzo Grazioli, la questione abbia comunque bucato lo schermo della società. Ne parlano anche i tanti milioni di italiani che non leggono giornali e non sanno neanche quanto costa una copia di Repubblica, se ne fanno battute nei bar e nei posti di lavoro, proprio come se la televisione ne parlasse, proprio come una qualsiasi serata finale di miss Italia. Ergo, esiste un mondo al di qua della tv. Lo so io, lo sappiamo tutti. Ma siamo così impigriti e capiamo così poco del mondo che abbiamo intorno, che ci fa comodo pensare che la tv sia la fonte di tutti i mali, compreso quello di averci regalato un presdelCons che non ci piace - anzi, che ci repelle - e ci siamo venuti convincendo che se di alcuni temi non si parla lì, in tv, allora quei temi non esistono. Invece il presdelCons, semplicemente, ha fatto tesoro del mondo plasmato anche dalle sue tv senza volerlo. O meglio, è riuscito a far tesoro dell'humus venutosi a creare negli ultimi vent'anni perché lui è come il mondo creato dalle sue tv; ne coglie a pieno lo spirito profondo perché è un tutt'uno con quello spirito; non perché fin dall'inizio abbia perseguito un qualche tipo di disegno strategico se non quello di fare soldi. In questo la tv c'entra con B. presdelCons, non nel senso comune, a sinistra, che da un lato riduce la tv a strumento da agit-prop e dall'altro la eleva a dispensatrice di verità sociali. La vicenda delle escort in questo senso aiuta a capire: ci sono ancora fatti che bucano anche se non vanno in tv. Questo forse ha sorpreso anche B., che infatti sta reagendo a una cosa extratelevisiva andando in tv.

1 commento:

Spettatore di provincia ha detto...

È quello che ho sempre sostenuto anche io.