domenica 30 dicembre 2012

Ma chi l'ha detto che il 2013 sarà così pessimo?

Con i tempi che corrono a fare gli auguri di buon 2013 si rischia di passare per ipocriti. Neanche durante le ultime guerre mondiali probabilmente si è mai saputo con tanto anticipo che l'anno ancora non nato sarebbe stato peggiore di quello che stava per andare in archivio. E però in questa visione delle cose c'è tanto della malattia sorda che ci portiamo dentro senza saperlo: quella di misurare tutto con i soldi. Più soldi uguale più benessere. Meno soldi (come se ne annunciano per l'anno che arriva) più fatica. Che in parte è vero. Ma solo in parte, appunto. Ben-essere non è del tutto coincidente con ben-avere. Ecco una lista di cose che non costano, ma senza le quali la vita sarebbe molto più triste. Ognuno ha le sue. Fate la vostra e concentratevici su. Questo è l'augurio per il 2013. Che magari ci serve anche per cominciare a rivedere l'unità di misura con cui giudichiamo le cose. Qui c'è la mia (alla rinfusa e ovviamente non definitiva):
La pennata irregolare di Keith Richards
Lo sguardo di chi ti vuole bene quando te lo sta dicendo con gli occhi
Riuscire a dire con gli occhi quanto provi
Eddie Vedder che urla la colonna sonora di Into the wild
Into the wild, il film
Correre da soli quand'è giorno da poco in riva al mare
Il pesce grigliato in compagnia dopo il tramonto guardando il mare
Il panorama dall'alto
1Q84 letto da solo nel silenzio della casa vuota
Il piccolo principe letto con i tuoi figli (una pagina ciascuno, alternati)
I tuoi che ti chiedono come va
Where the streets have no name degli U2 riascoltata dopo anni
Thony, cantautrice, scoperta per caso guardando l'ultimo film di Virzì
Pane e olio
La carbonara (solo se fatta bene)
Un concerto dei Sud Sound System in piena estate in Salento
Rileggere Luigi Pintor e trovarlo attuale
Rivedere il Corrado Guzzanti di Avanzi e trovarlo attuale
Riuscire a ridere di chi pensa di essere serio e non sa quant'è ridicolo
Saper pesare cose e persone
I tuoi figli che ballano i Black Keys
Il primo sorso di una birra agognata
La potenza dei Primus
La cristallinità dei Sigur Ros
Aspettando Godot
Vincenzina e la fabbrica di Jannacci
Chiudere un pranzo ballando quando non avresti mai pensato che l'avresti fatto
Chiudere, quand'è ora.

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