lunedì 30 giugno 2008

1, 2, 3 ecc...

Ogni tanto partono quelle campagne meritorie che invitano la gente a muoversi un po' per evitare che il sangue si solidifichi nelle arterie e che cuori e bilance non siano costantemente sottoposti a rischio d'infarto per sopportare pesi insostenibili. Echi di queste iniziative si scorgono anche sui muri degli ospedali sotto forma di cartelli finto-simpatici che esortano a parcheggiare un po' più lontano dalla porta d'ingresso dell'ufficio e ad evitare l'ascensore per fare un po' di scale. A me è capitato di avventurarmi di recente nella tromba delle scale di un ospedale, peraltro fresco di costruzione, e per capire a che piano stavo a un certo punto mi ci è quasi voluta la bussola perché nessuno ha finora pensato, oltre che ad attaccare i suddetti manifesti, a scrivere in corrispondenza dei pianerottoli semplicemente 1, 2, 3...

Alcuni buoni motivi

Perché la loro nazionale la chiamano la Roja; perché sono tra gli europei meno spocchiosi; perché i patii delle loro case sono deliziosi e se avete avuto la fortuna di consumarci una cena dentro sapete cosa intendo; perché l'idioma che parlano è di una musicalità rara in occidente; perché hanno eletto per due volte di seguito uno che noi non abbiamo, di cui non ci si deve vergognare, che ha mostrato di saper governare sobriamente e che ciò nonostante se si presentasse da noi chissà in quanti starnazzerebbero dandogli dell'estremista; perché la pur deboluccia Italia è stata l'unica squadra a non prendere gol da loro prima dei rigori e avrei voluto vedere adesso se a Donadoni gli avrebbero dato il benservito che gli hanno riservato qualche giorno fa. Ecco perché non dispiace che gli spagnoli abbiano vinto gli Europei.