domenica 30 marzo 2008

Una mattina mi son svegliato

Lontano anni luce da quelli che trasformano i figli in fenomeni da baraccone indottrinandoli a dire e magari in futuro a pensare "Veltroni bello, Berlusconi brutto" (o viceversa) a beneficio dell'ilarità del pubblico, mi sono permesso soltanto di insegnare alla mia, testo e melodia di Bella ciao. L'ho fatto non certo per l'ilarità del pubblico, ma con l'animo di chi intona una canzone bella, popolare e adatta ai piccoli - tipo Samarcanda o quelle di Sergio Endrigo, per capirci - salvo notare storcimenti di bocca quando lei si mette a cantarla nelle situazioni più disparate, come accade ai bambini di fare le cose. Io non ne ho avuto la forza, per questo cerco persone di buona volontà che mi aiutino nel titanico compito di far capire che Bella ciao, lungi dall'essere una canzone di sinistra e tantomeno da comunisti è una cosa che tutti gli italiani potrebbero cantare con orgoglio. A meno di non essere fascisti. Guardate il testo, pensate all'Italia del '45, alle diverse fedi politiche che animavano i tanti che negli anni precedenti scelsero la montagna e ditemi se non è così.
Wikipedia

Roba buona

Poche volte m'era capitato di inanellare l'ascolto di una serie di dischi da me giudicati non belli ma addirittura entusiasmanti, come mi sta accadendo in questo periodo: dall'Uno dei Marlene Kuntz, al Technicolor dreams dei Toy's orchestra; dall'Eclissi dei Subsonica al Dig Lazarus dig di Nick Cave (non è una classifica, l'ordine è rigorosamente casuale). Mi stavo preoccupando. Poi, al di là degli Arcade Fire che hanno rotto l'incantesimo e abbassato la media, ho avuto occasione di confrontarmi con gente che condivide con me una parte degli ascolti e i rispettivi giudizi: non sono io che ho abbassato la soglia di qualità, è che in giro c'è roba buona.
PS Cioccati: so benissimo che chi non condivide i gusti musicali del blog sta meditando una prevedibile battuta sul titolo del post.

giovedì 27 marzo 2008

A pelle

Ho guardato questa cosa una prima volta. Da potenziale elettore del partito oggetto della cosa stessa ho provato imbarazzo ma non l'ho scritto subito. Ho aspettato. Ho guardato la cosa una seconda volta. E la sensazione è rimasta quella iniziale.
YouTube

lunedì 24 marzo 2008

Botte di fortuna

Il titolare qui conosce per averla testata su sé stesso la deformazione di chi ha un blog che prevede il fastidio che si prova nel non essere riusciti a tradurre in video a causa di una serie di impedimenti un post che era venuto in mente. Ci sono però post che è bene abbiano subito quella sorte. Alcune settimane fa qui stava per esserne inserito uno che avrebbe denigrato l'atteggiamento di un artista incrociato all'entrata di una mostra che volantinava e chiedeva firme di sostegno per essere inserito alla Biennale di Venezia sulla base dello slogan: basta coi raccomandati. Poi uno va a vedere Colpo d'occhio ed esce dal cinema provando tra le altre sensazioni anche un certo sollievo per non aver mai scritto una cosa del genere.

Le certezze della vita

Durante il pranzo di Pasqua al ristorante che prevede cinque-se portate, ci sarà sempre qualcuno che dopo l'antipasto dirà: "Starei bene già così".

mercoledì 19 marzo 2008

Ostinato

Repubblica torna su Genova con queste due cose. Le parole stanno più o meno tutte lì e sarebbe pleonastico aggiungerne altre. Solo una cosa: perché si parli di un accadimento del genere a distanza di anni è dimostrato tra le altre cose dal commento-testimonianza arrivato a questo post e da questa citazione che estrapolo dal pezzo di D'Avanzo:
I magistrati sembrano chiedere ascolto, più che al tribunale, a chi ha il dovere di custodire gli equilibri della nostra democrazia. Bolzaneto, sostengono, insegna che "bisogna utilizzare tutti gli strumenti che l'ordinamento democratico consente perché fatti di così grave portata non si verifichino e comunque non abbiano più a ripetersi".
Repubblica

Vota Antonio

Ieri sera, ore 22.43, Ballarò
Floris: "Mi lasci fare la domanda".
Di Pietro: "La sua domanda sarà quella che sarà, mi lasci dare la risposta".

martedì 18 marzo 2008

Musicoterapia

Può succedere anche che ti svegli storto, ci sono le nuvole, vai al negozio di dischi, ti rimetti in macchina, esce il sole e scopri che gli altri automobilisti ti guardano sorpresi. Non è niente: stai semplicemente sorridendo perché ti è capitato di vivere mentre Nick Cave continua a sfornare dischi e tu stai ascoltando l'ultimo.

L'infame

Marco Poggi al G8 di Genova c'era.
Repubblica

Forward/rewind

Uno normalmente è portato a pensare che noi stiamo avanti rispetto a chi ci ha preceduto perché abbiamo le macchine, l'acqua corrente, l'energia elettrica, gli aerei e tutte le splendide cose che ampliano le nostre possibilità e ci rendono la vita materiale meno dura. Poi si trova a camminare nel centro storico di una qualsiasi città costruita nei secoli scorsi (scegliete voi: Antica Roma, Medioevo, Rinascimento, Ottocento) e il cervello gli si mette inconsapevolmente in moto facendo partire un ideale confronto con uno qualsiasi dei quartieri cresciuti senza criterio umano nell'ultimo secolo. E pensa a quanto siano ansio-criminogeni alcuni degli agglomerati di cemento in cui ci tocca vivere e a quanto asseconda invece l'umanità il camminare immersi in roba costruita quando il cemento non era ancora stato inventato. Pensa a quanto veniva valorizzata la creatività di architetti, progettisti, tecnici che lavoravano con i mezzi di fortuna dei secoli scorsi e a quanto è vilipesa quella dei contemporanei che utilizzano strumentazioni da favola ma sono ridotti a esecutori di altre volontà. Pensa a quanto pensare in grande c'era quando si immaginavano pezzi di città che si sono conquistati l'immortalità e a quanta negligenza e miopia ci sono oggi nel governo dello sviluppo di pezzi di città che sarebbe meglio cancellare. A questo punto in genere la critica che uno si guadagna è quella diretta a chi vuol portare indietro le lancette degli orologi. No: occorre solo disabituarsi al brutto e utilizzare meglio le macchine, l'acqua corrente, l'energia elettrica e tutte le splendide cose che abbiamo inventato.

venerdì 14 marzo 2008

Benedetto figliolo

Vabbè che in campagna elettorale si sente di tutto e che il titolare di questo blog non ha mai capito la funzione politica di Pierferdinando Casini da quindici anni a questa parte ed è quindi viziato da pregiudizio. Ma santiddio, sentir dire che tra Pd e Pdl ci sarà il grande inciucio da uno che fino a un paio di mesei fa predicava governi di pacificazione è veramente troppo.
Repubblica

giovedì 13 marzo 2008

A schiaffi in faccia

Il titolare di questo blog a Genova nel 2001 non c'era. Ma ha sentito raccontare dalla viva voce dei genitori l'angoscia di cellulari spenti e quella di non sapere dove fossero finiti i figli per oltre 48 ore, di averli poi saputi a Bolzaneto; ha sentito raccontare da chi ha subito le angherie, dei piercing strappati di dosso con la forza e di cicatrici che non si rimarginano e di ossa ricalcificate male; ha sentito descrivere il fiato sul collo che si sente mentre si scappa per sfuggire alle botte. Ha visto le immagini della mattanza in strada. Eppure sempre lui, il titolare di questo blog, è riuscito a distrarsi come la maggior parte degli italiani di fronte a questa notizia, salvo riprendersi oggi grazie a questo schiaffo di Marco Revelli sul manifesto:
Evidentemente quei corpi umiliati, quei ragazzi profanati alla loro prima esperienza d'impegno pubblico, non sono simboli sufficientemente maneggiabili, né utili nello spazio degradato della competizione senza principi. Meglio il faccione di Calearo, i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le boutades di Veltroni. La rincorsa ai santini di Ruini. Fanno più colore. "Funzionano", "tirano", come si dice adesso.

Agi, il manifesto




martedì 11 marzo 2008

Compa' (reloaded)

Succedono cose strane. In Spagna trionfa Zapatero, Izquierda unida fracassa preludendo a quello che succederà agli omologhi italiani dell'arcobaleno e la sinistra radicale italiana sale sul carro del vincitore spagnolo dimenticando, almeno una parte di essa, di aver partorito insieme ad Iu la Sinistra europea; Valentino Parlato, che a occhio e croce in Spagna avrebbe votato Iu, fa un editoriale sul manifesto (come al solito il giorno stesso è impossibile linkare) tutto intento a spiegare come Veltroni dovrebbe prendere esempio da Zapatero. Sarà sbiadita quanto vi pare, ma ho l'impressione che anche per voi che indugiate in quello che rischia di diventare un radicalismo di maniera, Veltroni e il Pd rappresentano una speranza.
Corriere, Ansa, Sinistra europea

venerdì 7 marzo 2008

In voce

Stavolta niente complotti di rete, la trasmissione è andata. Se c'eravate e vi siete persi qualcosa o se non c'eravate proprio e avete voglia di saperne lo stesso qualcosa, questa è la playlist andata in onda.
COLT Time bomb
HI RISK CAFE La mia concubina

CINEMAVOLTA Dalla parte sbagliata

BENZINA Mai

ANALOGICOURBANO Associazione libera

DIRGE You've grown away from me

MICRO B 1000 scuse

BORAS BAND Bob

giovedì 6 marzo 2008

mercoledì 5 marzo 2008

Ma basta

Excusatio non petita: i radicali sono una forza politica che merita il più alto rispetto poiché pur su posizioni minoritarie hanno contribuito al progresso civile dell'Italia emancipandola da climi spesso oscurantisti. Tesi: se Pannella minaccia di lasciarsi morire di sete per queste questioni è segno che è veramente arrivato di cottura.
Corriere

Meteoropatica

Sulla playlist di oggi c'è il cielo grigio e batte la pioggia alla finestra. Accordi in minore e tempi dilatati. Pianoforti. E anche quando è rock è lento.

martedì 4 marzo 2008

Spot

Da un paio di giorni cercavo una definizione per alcune delle candidature del Pd per Camera e Senato che esprimesse senza eccedere il retrogusto poco gradevole che vi trovo. Me l'ha fornita Berlusconi.
Agi, Repubblica

sabato 1 marzo 2008

Alice guardava i gatti

Non sono io che non mantengo le promesse. Ieri sera niente radio perché l'adsl era andata giù e dipendeva da Telecom. Il bello è che stamattina, quando ho chiamato il 187 per ripristinare il tutto, dopo aver segnalato il guasto seguendo le istruzioni della voce meccanica, in attesa che mi rispondesse l'operatore, la voce continuava a dirmi che potevo controllare lo stato della linea in rete.