venerdì 17 ottobre 2014

Odi et amo

Avrei voluto stare a Terni, stamattina. Ma non ho potuto. Però ho avuto la fortuna di poter essere non troppo lontano e non superare il limite di distanza che mi ha consentito di seguire la diretta della manifestazione da una radio locale.

Conosco piuttosto bene la città nella quale sono nato e cresciuto, anche se non ci vivo da decenni. Ne sono intriso, come chiunque ne è del posto dove ha pianto per la prima volta. Così non mi hanno stupito la valanga di persone in strada, i negozi chiusi dei commercianti solidali con gli operai. A sorprendermi stavolta sono state le voci rotte dall'emozione che ho ascoltato in radio e che ho rivisto poi nei tg dell'ora di pranzo. Le persone che iniziavano a parlare e non ce la facevano a finire e si allontanavano con la mano a coprire la bocca. Come succede ai funerali. Tante. Come è difficile vederne e ascoltarne a manifestazioni del genere.

Erano le voci di chi sa anche se non ha studiato. Di chi le cose non le vive sulla pelle ma ce le ha proprio dentro. Di chi ha avuto i nonni costretti alla fabbrica anche con la febbre quando ancora la “malattia” non era pagata e al lavoro c'andavi pure malandato sennò perdevi “la giornata”. E adesso ha i fratelli con la lettera «che te ne devi anna'» che incombe sulla testa.

Avrei voluto stare a Terni, stamattina. Anche se l'ho detestata quando da adolescente eravamo così pochi in strada la sera che la polizia ci chiedeva regolarmente i documenti e ci faceva incazzare. Anche se la musica non arrivava e per ascoltare i dischi che ti interessavano dovevi aspettare che qualcuno andasse a Roma a prenderli. Anche se non c'erano locali in cui suonare e in cui ascoltare qualcuno che suonasse.

Avrei voluto stare a Terni, stamattina. E oggi la ringrazio. Per le mancanze che mi ha dato da colmare. Per le scarpe buone che mi ha dato per camminare. E per avere le cose dentro, non solo sulla pelle.

sabato 4 ottobre 2014

Dalla crisi si esce con una app

La rivelazione di questi mesi di Governo Renzi è che i conti economici dell’Italia sono dotati di sentimenti: si deprimono ormai anche alla sola vista del premier. Tanto che lui, stizzito, non li prende più in considerazione: Senato, Province, articolo 18, ogni argomento è buono pur di non affrontarli. Della questione si è discusso in gran segreto nell’ultimo Consiglio dei ministri. La riunione è andata per le lunghe, anche perché all’inizio era stato chiesto al ministro dell’Interno di fare il punto. Alfano si è allora imbronciato e non ha proferito parola. Si è andati avanti così per qualche minuto, fino a quando il leader dell’Ncd, scorgendo l’incredulità dipinta sul volto dei colleghi, ha chiesto: «Non sto facendo bene il punto? Volete che mi mostri più offeso?».
A quel punto Renzi ha lasciato la parola; lui è fatto così, la parola non la prende, la lascia uscire fuori di sé, così come gli viene. «Non crediate che il problema non mi stia a cuore», ha detto mettendosi la mano sulla parte sbagliata del petto per poi scusarsi: «Pardon, io sono un Maradona al contrario, lui è tutto-sinistro, io tutto-destro».
«Con il mio staff, all’interno del quale ho chiamato di recente anche il mio macellaio di fiducia, perché come taglia lui non lo fa nessuno – ha proseguito Renzi – siamo stati ultimamente molto impegnati nel fare la fila per comprare l’iPhone 6. Ma è un’operazione fatta a fin di bene. Con i nuovi smartphone andremo alla ricerca della app giusta per imboccare la via della crescita». La diagnosi che il presidente del Consiglio e i suoi fedelissimi (Richie Cunningham, Potsie e Sottiletta) fanno della crisi è infatti questa: la recessione è dovuta al fatto che qualcuno ha chiuso l’economia tra due hashtag, così: #economia#. «Occorre trovare il modo per togliere il cancelletto di destra e l’Italia tornerà a crescere. Ma per fare questo non servono vecchie ricette, dobbiamo guardare al futuro: la soluzione è qui», ha scandito il premier tirando fuori dalla tasca lo smartphone nuovo di zecca e poggiandolo sul tavolo.
È stato a quel punto che è intervenuto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Ma non avevamo detto di chiedere all’Europa di concederci più margini nel patto di stabilità?». «Pier Carlo – ha risposto Renzi – ho parlato con la Merkel e mi ha detto che non è disposta neanche a darci una vocale o una consonante per completare il tuo cognome». «Perché non proviamo aizzandogli contro Giovanardi – è intervenuto il ministro Lupi – quello a suon di cazzate la stordisce e magari alla fine, se non altro per sfinimento, qualcosa riusciamo a spuntare». Ma le esternazioni di Giovanardi sono state di recente inserite nell’elenco di armi non convenzionali, come ha ricordato la ministra della Difesa Pinotti segnalando che «correremmo il rischio di una sanzione da parte dell’Onu».
Alla fine l’accordo è stato trovato su tre punti, illustrati dallo stesso Renzi, che diventeranno oggetto di un decreto sul quale il Governo si dice pronto a chiedere la fiducia, eccoli:
1)    Ridurre la settimana a quattro giorni, dal giovedì alla domenica. «Questo ci consente un risparmio di circa 150 giorni l’anno e inoltre quello è il periodo del weekend, in cui cioè la gente spende di più, l’ideale per rimettere in moto i consumi», si legge nel documento di Palazzo Chigi.
2)    Portare tutti gli italiani ad evitare di pensare prima di parlare; molti sono già sulla buona strada, mentre per i riottosi il Governo è disposto a mettere sul piatto degli incentivi. «Come si capisce, ogni attività risparmierebbe il 50 per cento delle risorse», è scritto nelle note che accompagnano il decreto. «E in più si guadagna del tempo che può essere impiegato al meglio per dire più cose, posso testimoniarvelo di persona», ha detto Renzi.
3)    Dire di essere di sinistra ma fare cose di destra. «Così si raccolgono consensi sia di qua che di là», ha concluso il premier allargando il sorriso e aggiungendo: «Pensa, io ho preso i voti di chi scese in piazza per difendere l’articolo 18 e lo sto abolendo come volevano quelli che hanno votato per anni Berlusconi. Alle prossime elezioni faccio cappotto».

venerdì 19 settembre 2014

Contro le catene

Sì, può sembrare snob criticare le cose che fanno tutti o quasi. Rischi di fare la figura di quello che «mi si nota di più se non vengo». Invece, nel caso di queste interminabili e auto-riproducenti catene di sant'Antonio, a tirarsela sono quelli che fanno la cosa che fanno tutti. Queste classifiche di dischi, film e libri hanno un unico merito: quello di riportarti alla mente "Alta fedeltà" di Nick Hornby (e quant'eri giovane quando lo hai letto). Per il resto sono una inutile (dannosa?) riduzione di complessità in un mondo che ha invece bisogno di riabbracciarla, la complessità, per ritrovare la misura delle cose (qualcuno mi deve spiegare come si fa ad amare la musica e la letteratura e chiuderle in dieci titoli). E sono un modo di tirarsela, di fare i fighi. Per rimanere alla musica, negli anelli di catena che mi è capitato di leggere ho visto solo disconi, unanimemente riconosciuti disconi, ascoltati dalla gente che ascolta buona musica. Ma se devi dire quali sono i dischi che ti hanno cambiato la vita devi fare uno sforzo in più. E ricordarti com'eri, come potevi diventare e come sei diventato. I Radiohead li scrivi per fare il figo, ammettilo. Invece la vita te l'hanno cambiata davvero la cassetta con i greatest hits dei Rolling Stones che rubasti dalla Fiat 500 rossa di tuo zio quando avevi i calzoni corti, quella che iniziava con Jampin' jack flash; o il fulminante "Io che non sono l'imperatore" che tuo padre ti faceva sorbire a quintalate ogni volta che entravi nella Lancia Fulvia col cambio al volante, mescolandolo con dosi più innocue di Lucio Battisti. E dovresti ricordare che prima dei memorabili 1984, Q, Aspetta primavera Bandini e via elencando, risparmiasti per non so per quante settimane per arrivare alle ventimila lire che ti consentirono di acquistare "Nessuno uscirà vivo di qui", la biografia di Jim Morrison senza la quale non sarebbero arrivati gli altri. Così come senza quel meraviglioso Bennato e quei Rolling Stones "dozzinali", saresti stato condannato a rimanere a vascorossi e non avresti mai conosciuto Nick Cave, Primus, Sigur Ros, Smiths, Paolo Benvegnù, Csi, Marlene Kuntz, Deus, Led Zeppelin, Cure, Afterhours e i mille altri con cui hai passato giorni e notti. E non saresti arrivato a un disco sublime, forse unico in Italia, "Conflitto", di Assalti Frontali e Brutopop, che non sono fighi per niente e non finiranno in nessuna classifica di nessuna catena figa fatta da gente che punta ad apparire figa, anche se non lo ammette.

martedì 26 agosto 2014

Del perché l'ice bucket challenge ha rotto i coglioni

Se guardiamo al qui e ora (i soldi che si stanno raccogliendo con l'iniziativa), credo che siamo tutti d'accordo: ben vengano le docce gelate che portano soldi per la ricerca sulla Sla. Se buttiamo gli occhi un po' più in là, secondo me questa è un'iniziativa addirittura potenzialmente dannosa almeno per un paio di motivi.
Primo: la ricerca sulle malattie non dovrebbe poggiare sulla buona volontà dei singoli, ma su Stati che attraverso politiche fiscali decenti, prelevino risorse dove ce ne sono per destinarle alle questioni di pubblico interesse. A me fa un po' ridere (o forse incazzare) il miliardario che si doccia e dà il suo obolo. Preferirei che fosse tenuto a un regime fiscale che pur non intaccando il suo benessere e consentendogli di continuare a produrre ricchezza, lo costringesse a pagare anche la ricerca per combattere l'artrite dei ragni rossi della Patagonia, per dire. Non parliamo poi dell'effetto che mi fa vedere un presidente del Consiglio, cioè colui che in teoria avrebbe in mano le leve per attivare politiche del genere, farsi la doccia gelata. E qui veniamo al secondo punto: il marketing.
Perché al di là del presidente del Consiglio pop - che è in prima fila e si è fatto la doccia per continuare a starci - e al di là dei miliardari buoni che staccano l'assegno, anche loro in prima fila, sono emersi via via personaggi di ottava, nona e decima fila che pur di guadagnare qualche posizione in termini di visibilità, hanno messo in rete i video delle loro docce gelate, credo quasi non sapendo neanche cosa fosse questa catena di sant'Antonio dal nome esotico.
Ecco. Penso che il combinato di queste due cose renda l'iniziativa, pur meritoria, potenzialmente dannosa. Perché perpetua il modello che ci costringe a fare l'elemosina per la ricerca sulle malattie. E rappresenta anzi in alcuni casi un diversivo per lavarsi la coscienza, o addirittura un dubbio mezzo per mettersi in evidenza. Con buona pace della ricerca, tema cruciale.
Ecco perché, quindi, a me l'ice bucket challenge ha rotto i coglioni.

domenica 29 giugno 2014

Il decalogo di Renzi

L'enorme consenso ottenuto dal Partito democratico a sua insaputa, non ha fatto perdere di vista a Renzi l'enorme lavoro che c'è da fare. Per questo il premier ha preparato un decalogo che farà approvare nel corso della prossima segreteria del Pd e che guiderà l'azione di partito e governo. Eccolo.

1) Il nome del partito. È da accogliere con favore che i giornali cartacei e on line ricorrano sempre più nella titolazione all'abbreviazione "democrat", meglio ancora quando utilizzano "dem". L'ideale sarebbe arrivare a "d", una semplice lettera che non impegna e, al tempo stesso, non scontenta nessuno.

2) Riconversione verde. Ricorrere all'erba sintetica ogni volta che si può, sostituendola gradualmente a quella naturale nei parchi cittadini. A chi si oppone, far notare che il verde ingentilisce i centri urbani e che quello sintetico ha la peculiarità di non necessitare di particolare manutenzione e consente quindi di abbattere i costi di gestione. Lo slogan della campagna potrebbe essere: "Verde è bello. E conviene".

3)Lavoro. Incentivare le imprese che creano nuova occupazione, anche se non la pagano. Noi non siamo quelli del "tanto peggio, tanto meglio", meglio un brutto lavoro che niente.

4) Crescita. Mangiare di più.

5) Tasse. Varare al più presto l'operazione "fisco amico" per restituire fiducia agli italiani e ricreare un senso di comunità. Lo slogan sarà "Se non riesci a pagare le tasse, trova un amico disposto a farlo per te".

6) Istituzioni. Per garantire risparmio ed efficienza, appaltare la riforma in project financing dando il Parlamento e il Governo in concessione alla società che si aggiudicherà la gara.

7) Grandi opere. Sono fondamentali per la ripresa dell'economia. A tale proposito, appare quanto mai opportuno riconsiderare la felice intuizione dell'ex ministro Gelmini e mettersi subito al lavoro per la realizzazione del tunnel tra Svizzera e Gran Sasso.

8) Europa. Combatteremo per dire basta con questo atteggiamento punitivo verso l'Italia, un paese che ha dimostrato ampiamente di meritare la quarta squadra in Champions League.

9) Giovani. Temporeggiare in attesa che invecchino.

10) Previdenza. Il fatto che in molti non arriveranno a prendere la pensione non va drammatizzato. Ci sono molti modi per andare in vacanza: tenda, camper, bed&breakfast...

venerdì 23 maggio 2014

Europee, i possibili scenari

Nonostante gli sforzi del Nuovo Centrodestra, che in pochi mesi di vita è riuscito già a sfoggiare un numero di indagati che non teme la concorrenza di quello di Forza Italia; nonostante i tentativi di quei dilettanti della lista Tsipras, che litigano sì, ma mai come riescono a fare i professionisti delle correnti del Pd; e nonostante i Cinque Stelle siano i Cinque stelle, la stragrande maggioranza degli italiani continua a rimanere ostaggio dei tre blocchi politici principali, che gli tengono puntate contro armi terribili come "Porta a Porta", "Ballarò", "Matrix" e "Annozero", alle quali si sono aggiunte in campagna elettorale le letali "Quinta Colonna" e "Pomeriggio Cinque". Maria De Filippi si è risentita perché in questa fase nessuno è ricorso a lei. Le ha risposto Renzi con un sms: «Maria, sono anni che ci lobotomizzi intere generazioni, continua così, hai tutta la nostra stima».

Se questo è il quadro, conviene concentrarsi sugli scenari più probabili con cui gli italiani si troveranno a fare i conti dal giorno successivo alle elezioni europee, anche se è bene avvertire i lettori che la cosa potrebbe risultare raccapricciante e urtare le coscienze dei più sensibili, cui si sconsiglia di continuare la lettura.

Vittoria di Forza Italia. Berlusconi porta la sua svolta animalista nel cuore dell'Europa e per sensibilizzare le istituzioni organizza la prima edizione della "Beast parade" nel centro di Bruxelles. In omaggio al leader, Brunetta si traveste da Dudù ma finisce catturato dall'inflessibile servizio di accalappiacani belga dopo aver scatenato una rissa con un gatto steso al sole al quale aveva dato dello «statalista parassitario». Toti, per una volta nella vita, fa l'aquila. Venuto a conoscenza dell'iniziativa, Giovanardi cambia partito ed entra in Forza Italia per partecipare alla parade vestito da Giovanardi e passeggiare così liberamente senza essere riconosciuto. Approfittando della confusione generale, Berlusconi, che si è messo un muso di giraffa in testa e si è innalzato su Capezzone che cammina carponi, ordina all'ex radicale di raggiungere l'aeroporto. Lì, supererà i controlli fingendosi un bagaglio a mano e raggiungerà Dell'Utri in Libano.

Vittoria del M5S. Beppe Grillo sale a bordo di un aereo a forma di scontrino gigante sprovvisto di pilota. Il mezzo è condotto da Casaleggio, che lo telecomanda da casa attraverso un avveniristico meccanismo di controllo remoto: la playstation del figlio. Per mostrare all'Europa che i Cinque Stelle sono virtuosi e sfruttano sistemi all'avanguardia per il risparmio di energia, una volta che il mezzo arriva a cinque miglia da Bruxelles, il passeggero viene sputato fuori dall'aereo e raggiunge la piazza principale della città alla velocità di 350 Km orari, episodio che causerà a Grillo la perdita temporanea dei capelli e diverse ferite lacero-contuse all'altezza della regione frontale del cranio, la più esposta all'attrito. «Abbiamo risparmiato il carburante necessario per la manovra di atterraggio, pezzenti», dice Grillo appena riavutosi alla folla di cronisti accorsa sul posto. Il Movimento Cinque stelle è il primo gruppo europeo a presentare una proposta di legge: la soppressione dei cavolini che prendono il nome dalla celebre città belga, con i cavolfiori; questa la motivazione: «Il cavolfiore consente un porzionamento più efficace e quindi un notevole risparmio». La proposta accende il malcontento degli agricoltori belgi che marciano fin davanti la sede del parlamento europeo. Sprezzante del pericolo, Grillo li affronta sventolando un assegno con impressa la faccia di Bruno Vespa e li incalza: «Fate come noi, rinunciate a metà del vostro stipendio». A quel punto, un toro frisone si stacca dalla folla e si dirige correndo verso l'ex comico, il quale tenta a sua volta di dissuaderlo proponendogli un iPhone 6 in regalo. Sarà Vito Crimi, su ordine di Casaleggio che sta seguendo lo svolgersi degli eventi su Skype, a immolarsi per salvare Grillo, frapponendosi tra il comico e il toro. L'animale, intimidito dalla mole del Crimi, che si è nel frattempo addormentato, frenerà la sua corsa fino a fermarsi.

Vittoria del Pd. Matteo Renzi si presenta alle istituzioni di Bruxelles con il dossier che Diego Della Valle gli ha inviato via mail nella notte dopo averlo fatto supervisionare da una commissione composta da Kekko dei Modà, il Gabibbo e Antonio Cassano («autentici rappresentanti del made in Italy, altro che professoroni», così li presenta il premier). Si tratta di un documento di dodici pagine dal titolo "Cambiare l'Europa". Questi i punti salienti: l'Austria diventa provincia di Belluno; i finlandesi mangeranno paella almeno due volte a settimana («per agevolare l'integrazione europea», spiega l'ex sindaco di Firenze); l'euro si chiamerà Peppa Pig per renderlo più simpatico alle popolazioni che lo adottano e Cristiano Ronaldo passerà gratis alla Fiorentina. Infine: tutti i giorni, sui principali canali televisivi pubblici dei vari stati, verrà trasmessa un'ora di barzellette. Renzi spiega così la misura: «Basta austerità, facciamoci due risate ogni tanto».

martedì 6 maggio 2014

Italian Pride

Dopo anni di figuracce l'Italia sta ritrovando finalmente una sua specifica collocazione all'interno della comunità internazionale, ponendosi come avanguardia delle conquiste democratiche a livello mondiale. Un pregiudicato per frode fiscale intervistato tutte le sere in tv e dei condannati per omicidio applauditi a scena aperta dai delegati di un congresso, sono i segni più evidenti del nuovo corso che il Paese intende seguire con una convinzione che non esclude il ricorso all'uso della forza. A questo proposito è stato messo a punto l'"Italian Pride", un calendario di iniziative il cui testimonial, per evitare personalizzazioni, sarà uno degli oggetti che rappresentano l'orgoglio del made in Italy: la Uno bianca dei fratelli Savi.

Ecco le iniziative mese per mese, fino al prossimo autunno.

Maggio Convegno internazionale organizzato dall'Istituto di Studi Superiori sul Sistema Geogentrico (quello secondo cui la Terra è il centro dell'Universo, ndr). L'ospite più atteso è monsignor Illo Tempore - prelato piemontese con simpatie vandeane - che presenterà le conclusioni della sua rivoluzionaria ricerca secondo cui Giordano Bruno aveva scoperto le proprietà del petrolio con due secoli d'anticipo e morì arso in Campo de' Fiori mentre era intento a sperimentare in un luogo aperto il potenziale di combustione del nuovo materiale. Dopo la chiusura dei lavori verrà celebrata una messa in latino in ricordo dei componenti della Santa Inquisizione, sui quali per secoli si è esercitata la macchina del fango.

Giugno Al Bano e Romina Power celebreranno la loro reunion in un concerto che verrà trasmesso a reti unificate sui canali Rai e Mediaset. Originariamente era prevista anche la diretta streaming, ma il celebre cantante pugliese l'ha rifiutata spiegando che lui, essendo di sani principi, preferisce la più tradizionale posizione del missionario. L'evento sarà ospitato straordinariamente all'Auditorium Parco della Musica di Roma, una struttura progettata da Renzo Piano per dare una "casa" alla musica di qualità, che per l'occasione verrà infatti requisita ricorrendo all'utilizzo di forze militari di occupazione.

Luglio Presentazione del progetto di riforma federale dello Stato messo a punto da una serie di personalità tra cui l'esponente della Lega Mario Borghezio, l'ultras del Milan Matteo Salvini e il noto attore King Kong. Il progetto prevede: la creazione di quattro macroregioni (i regni di Sardegna, del Lombardo-Veneto e delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio); il diritto di voto a chi abbia un reddito imponibile di almeno ventimila euro l'anno ma dimostri di evaderne almeno il doppio; l'uscita dall'euro e il ritorno ai pagamenti in natura. Previsti tre giorni di festeggiamenti durante i quali verranno abbattute tutte le statue di Giuseppe Garibaldi, «precursore del centralismo tipico degli stati comunisti», ha detto Borghezio, che da anni non metteva in fila sette parole dando loro una parvenza di senso compiuto.

Agosto Campagna di sensibilizzazione nelle spiagge a favore della famiglia tradizionale. I mariti aderenti all'associazione "Fallo per lei", esporranno ai turisti le ecchimosi e le ferite lacero-contuse provocate dalle percosse inferte alle rispettive mogli mentre i figli seguiranno su tablet le puntate del "Grande Fratello".

Settembre Riapertura delle scuole, ma solo per gli studenti e le studentesse che dimostrino, con un video postato su youtube, di aver picchiato durante l'estate almeno un clochard e/o abbiano fatto sesso in cambio di una ricarica di cellulare. Sedute forzate di riabilitazione attraverso prove pratiche per tutti gli altri.

Ottobre Cerimonia di conferimento del Premio Illuminato dell'Anno a Carlo Giovanardi. Alla giornata parteciperanno gli altri finalisti che si sono distinti nei rispettivi campi: Bruto di Braccio di Ferro, Gigi D'Alessio ed Emanuele Filiberto.

mercoledì 16 aprile 2014

Il Running act di Renzi

Altro che riforme istituzionali e del mercato del lavoro, il vero cambiamento strutturale che Matteo Renzi intende mettere in campo è il Running Act. Il premier lo spiega così: «Siamo un paese a forma di stivale, è ora che ci mettiamo in moto per spiccare il salto decisivo che ci consenta di oltrepassare la penisola iberica e affacciarci direttamente sull'Atlantico. Solo così potremo andare a prendere la ripresa economica dove è già in atto: negli Stati Uniti». Uno dei suoi più stretti collaboratori gli ha fatto notare che con le scarpe si cammina sì, ma nell'oceano è necessario nuotare. Renzi ha replicato che non si è mai vista una scarpa affondare e che l'artigianato made in Italy è in grado di produrre manufatti all'altezza. «Al limite arriveremo dall'altra parte un po' malridotti, ma quello è un paese che offre infinite opportunità - ha detto il premier mentre addentava una fiorentina dopo averla fotografata e postata su Instagram -. Ti dicono niente i nomi di De Niro, Scorsese, Di Caprio?, tutta gente i cui nonni e bisnonni italiani sono andati là con le pezze al culo e che ora fanno fortuna. Noi invece arriveremo indossando una Tod's, e scusate se e poco». Per mettersi in cammino alla velocità che compete però, è necessario superare vecchie abitudini e incrostazioni ideologiche. Per questo è pronto un disegno di legge imperniato sui seguenti provvedimenti.

Abolizione delle preposizioni. Le preposizioni, non solo quelle articolate ma anche le semplici, sono considerate un inutile appesantimento dei discorsi che non consente di arrivare a rapide conclusioni. Renzi ha spiegato il concetto in Consiglio dei ministri senza parlare, con un semplice tweet riprodotto su una lavagna luminosa: «Che senso ha dire "la ruota della fortuna" quando posso dire "la ruota fortuna"? Mi si comprende lo stesso e risparmio cinque caratteri». A D'Alema, che ha scritto un lungo saggio sulla rivista della Fondazione Italianieuropei per perorare il salvataggio della particella "da", Renzi ha replicato così su Facebook: «Questo è conflitto d'interessi: ti chiamereno Lema, fattene una ragione, tutti siamo tenuti a rinunciare a qualcosa».

Eliminazione dello "stop" dal codice della strada. «Resta la precedenza, che è più che sufficiente e consente di rimanere in movimento», ha detto il premier. «E in prossimità dei passaggi a livello?», ha fatto notare Cuperlo. «Lì manderemo avanti te», ha risposto Renzi.

Cancellazione del contratto nazionale di lavoro. Mai più riunioni pletoriche e trattative tra parti sociali. Ci si recherà al lavoro solo se si riceverà nottetempo un apposito sms, altrimenti si rimarrà a casa. La sinistra del Pd proponeva almeno una telefonata. «Dobbiamo abbattere i costi delle imprese», ha replicato il premier.

Abolizione della filosofia dai programmi scolastici. «Tesi e antitesi, quando si sa già che si arriverà alla sintesi?, ma per piacere», ha detto Renzi in videochat con i tifosi della Fiorentina. Fassina, della sinistra del Pd, è andato su tutte le furie. In un'intervista all'Unità ha spiegato che «la filosofia non si può cancellare perché era l'unica materia nella quale prendevo la sufficienza al liceo». Pronta la replica del premier: «Stai sereno, ho saputo dal tuo prof di italiano che avevi cinque e mezzo e ora è disposto a portartelo a sei, così una sufficienza la spunti comunque».

Istituzione della Giornata per l'eiaculazione precoce. Non ha senso perdere tempo in preliminari e poi rimanere appiccicati per chissà quanto tempo durante l'atto sessuale. Chi assolve ai propri doveri coniugali più velocemente possibile va incentivato e portato a esempio poiché gli rimane tempo per fare altro, è la tesi. Inoltre, così si stimolano le donne a fare da sé ed emanciparsi ulteriormente. Dura la presa di posizione di Civati, che in segno di protesta ha posato senza veli in copertina su "Vanity Fair": «A me scopare piace». La replica di Renzi non si è fatta attendere ed è arrivata su "Chi": «Continua, tanto la politica non fa per te».

martedì 1 aprile 2014

Lavoro, la bozza di riforma

Nei giorni scorsi un'auto sospetta è stata fermata da una pattuglia di carabinieri nei pressi di Palazzo Chigi. Nel bagagliaio sono stati rinvenuti attrezzi da scasso che le persone a bordo hanno giustificato così: «Stiamo andando dal premier con gli utensili per aprire il mercato del lavoro». Alla richiesta di delucidazioni da parte dei militari, il conducente della vettura ha mostrato un pass sul quale era impresso il simbolo di Twitter in ceralacca e una "Bozza di riforma del mercato del lavoro" con in calce le firme di prestigiosi imprenditori ed economisti. Alla vista di tali prove inoppugnabili, i carabinieri hanno fatto passare l'auto non prima di aver fatto una copia della bozza per metterla a verbale. Eccone il contenuto.

Contratto a tempo Va superata la vecchia formula dell'indicazione della durata temporale del contratto. Per contratto a tempo si intende che si lavora a seconda delle condizioni meteo che datore e lavoratore liberamente concorderanno. Così ci saranno contratti che stabiliscono che il lavoratore sarà tenuto a prestare la propria opera nei giorni di sole e a restare a casa in quelli di pioggia o viceversa. Nei mesi in cui il lavoratore è costretto dalle condizioni meteo a restare a casa per più di dieci giorni, perde il diritto ad essere retribuito. Qualora le necessità di mercato lo rendessero necessario, il lavoratore potrebbe essere chiamato ad operare per modificare le condizioni meteo avverse e, laddove non vi riuscisse, ciò costituirebbe una buona causa per il suo licenziamento.

Diritto di recesso Come spiega la parola stessa, il datore dà il lavoro, il resto sono cazzi del dipendente. Così, tenuto conto del fatto che il buon andamento dell'impresa (e quindi anche il benessere delle maestranze) dipende in massima parte dall'umore di chi il lavoro lo dà, vanno previste una serie di circostanze al verificarsi delle quali il datore può far valere il diritto di recedere dal contratto stipulato in maniera istantanea e senza condizioni. A titolo esemplificativo, se ne elencano qui alcune: riacutizzarsi improvviso dell'infiammazione delle emorroidi; indisponibilità della moglie a concedersi al rapporto sessuale (questa condizione vale anche nel caso in cui sia la moglie del dipendente a rifiutarsi di concedersi al datore di lavoro del marito); digestione lenta; scarso profitto scolastico dei rampolli di famiglia; sconfitta nella partita a tennis della domenica (vale solo per il lunedì); cattivo stato di salute del cane; scheggiatura di uno o più nani da giardino.

Partecipazione dei lavoratori all'impresa Per fare in modo che i dipendenti si sentano parte integrante dell'azienda per la quale lavorano, all'atto dell'assunzione è fatto obbligo di versare una cifra minima di diecimila euro i quali non verranno utilizzati per acquistare quote, ma soltanto per dimostrare la buona predisposizione verso chi è stato così magnanimo da procedere ad un'assunzione.

Selezione del personale Per adeguare gli standard di produttività dell'Italia a quelli della media europea, verranno introdotte nuove prove di selezione per le diverse mansioni. Ciò al fine di dotare le aziende di personale altamente qualificato. A titolo esemplificativo: ai magazzinieri verrà chiesto di stoccare la merce mentre si illustrano ai colleghi i tre principi della termodinamica; agli apprendisti macellai di insaccare le salsicce recitando l'Amleto di Shakespeare in lingua originale; ai commessi di supermercato di saper intrattenere i clienti spiegando il passaggio dall'età repubblicana a quella imperiale nell'Antica Roma mentre cambiano il rotolo di carta del registratore di cassa.

Incentivi per la green economy Al fine di combattere l'inquinamento atmosferico dovuto al consumo di carburante, i dipendenti che volontariamente, a loro spese e con i loro mezzi si renderanno disponibili ad accompagnare il datore di lavoro nei suoi viaggi (anche di piacere), avranno il posto assicurato per il mese successivo.

martedì 4 marzo 2014

Grillini dissidenti sui vagoni piombati

Le espulsioni a ripetizione stanno offuscando l'immagine del Movimento 5 Stelle. Per questo Grillo e Casaleggio, dopo una riunione ristretta con i principali collaboratori - un iPhone 5S, un termostato wireless che consente di regolare la temperatura di casa attraverso la rete, un Salvavita Beghelli di ultima generazione collegato in videoconferenza e un vecchio Commodore 64 da cui Casaleggio non si è mai separato - stanno pensando di cambiare strategia. I dissidenti non verranno più cacciati ma sottoposti a un corso di rieducazione in una località segreta che, per dare uno schiaffo alla Casta e risparmiare sui rimborsi, i parlamentari raggiungeranno in gruppo su vagoni piombati.

Al centro delle lezioni ci sarà l'insegnamento del sistema binario, quello su cui, secondo uno studio del professor Circuito Chiuso, consulente che gode di un grande ascendente su Grillo e Casaleggio, i dissidenti difettano di più. Il professor Chiuso da tempo non rilascia interviste ma la sua teoria è racchiusa nella sua opera più riuscita: "Rete o barbarie". Si tratta di centocinquanta tweet scritti a cavallo tra l'anno dodicesimo e tredicesimo dell'avvento del web (Chiuso non adotta il normale calendario gregoriano).

«Il Movimento 5 Stelle - è scritto al diciassettesimo tweet - si fonda su un sistema binario composto dalla coppia di parole "fanculo" e "stronzi"». Ciò significa, come si capisce anche dall'osservazione dei grillini ortodossi, che in quel binomio si racchiudono le possibilità degli esponenti 5 Stelle di comunicare col mondo. Appare di un'evidenza solare quindi, come spiega lo stesso Chiuso in una delle sue rare interviste, rilasciata alla rivista on line "Codice a barre", che «i Cinque stelle non possono parlare tra loro, se non offendendosi. Per questo il dialogo è consentito, attraverso l'uso esclusivo del sistema binario, solo con gli esterni al movimento. Chi infrange questa regola mette a rischio la sopravvivenza stessa dei 5 Stelle».

L'altra questione che sarà posta al centro delle sedute di rieducazione è di natura contrattuale. Lo spiega Ius Primaenoctis, giurista di riferimento di Grillo e Casaleggio per le riforme costituzionali e non solo, in un articolo che verrà pubblicato nel prossimo numero del trimestrale "Tornare al feudalesimo". «È strano - scrive uno stupito Primaenoctis - che i dissidenti non abbiano ancora capito l'essenza profonda del Movimento, in cui non si entra ma si è assunti. Il 5 Stelle, come spiega lo stesso nome, è assimilabile a un albergo: Grillo e Casaleggio sono gli ospiti e i parlamentari i camerieri. Avete mai visto - conclude il giurista - un cameriere dissentire col cliente, per di più in un albergo a Cinque Stelle?».

Il primo gruppo di rieducandi (una decina di persone circa), partirà a breve. Tra loro una giovane deputata mamma che dopo mesi che non rivolgeva la parola al figlioletto, gli si è accostata sussurrando le parole «Amore mio». È stata denunciata per violazione del codice binario da un collega con cui stava parlando via Skype. La stessa sorte toccata a un cinquantacinquenne senatore che parlava con la moglie al cellulare a cui, poiché la linea era disturbata, è scappato un «non sento niente». Salvo, per il momento, l'ex capogruppo al Senato Vito Crimi: addormentatosi durante una seduta parlamentare si è risvegliato, ha guardato l'orologio e ha esclamato: «Quant'è tardi». Il fatto che abbia aggiunto «cazzo» al termine della frase, rendendola più in linea col movimento, gli ha risparmiato le sedute previste per gli altri.